novembre 09, 2005

Il nostro ministro Gil

Gilberto Gil è un grande e fantastico musicista brasiliano, da alcuni anni è il ministro della cultura nel governo del presidente Lula.
Qui affianco lo vedete alla chitarra, quello alle percussioni è Kofi Annan.
Se lo volete anche sentire, trovate tutta la sua discografia sul suo sito: testi e musica.
Pur non essendo un ingegnere, un informatico, o forse proprio per questo, Gil è ormai internazionalmente noto come un grande innovatore, l'uomo che sta permettendo al Brasile di occupare un ruolo di sempre maggiore evidenza sulla scena digitale mondiale.
Il nostro ministro (nel senso che sta dalla nostra parte), ha rilasciato una bella intervista al Guardian, che lo definisce il "Ministro della controcultura". Gil spiega come in Brasile la questione della proprietà intellettuale sia un tema che riguarda insieme il file-sharing di musica, i farmaci per la cura dell'aids e le colture ogm. Il Brasile fa e ascolta molta musica, ha molti sieropositivi e ha un patrimonio di biodiversità che è stato intensivamente saccheggiato dalle pratiche di brevetto.
L'ultima clamorosa iniziativa del governo brasiliano è stata quella di non utilizzare più Windows sui computer governativi. Non si tratta solo di una mossa propagandistica, ma di un modo per sostenere lo sviluppo di imprese che lavorano su sistemi aperti e l'occupazione in quel settore. Sul download dice: "Il Governo brasiliano e tutto dalla parte della legalità. Ma se la legge non rispecchia più la realtà, la legge deve essere cambiata. Non è una novità. E' il processo di civilizzazione."
Aspettate prima di partire. Il governo di Lula ha un forte calo di immagine per la corruzione, il taglio illegale di legno sta facendo scomparire la foresta amazzonica e ha prosciugato il Rio delle Amazzoni, insomma anche nell'altro emisfero ci sono un paio di problemi. Ma certo piacerebbe anche a me avere per una volta un ministro della cultura che abbia l'onestà intellettuale di Gilberto Gil.
Questo post aspettava in bozza dal 16 ottobre, grazie per la pazienza.

1 commento:

ale ha detto...

sono un suo studente di culture digitali e mi fa enorme piacere sapere che ammira gilberto gil e la sua opera.
mi piace la sua musica e credo anch'io stia facendo un ottimo lavoro.
la musica brasiliana sta avendo sempre più risonanza nel mondo e porta con sé
il vento e i profumi della cultura dell'integrazione, della mescolanza di razze e delle sofferenze di quel popolo.
in brasile ho fatto un lungo viaggio quest'anno e, conversando con una studentessa di biologia sul lungomare di beira mar, mi raccontava come le multinazionali chimico-farmaceutiche facessero razzie in amazzonia, brevettando i principi attivi delle piante brasiliane e vendendo agli stessi brasiliani i medicinali ricavati a prezzi esorbitanti...
non so se gilberto gil abbia provato a fare qualcosa in questo senso, ma vederlo (casualmente) in concerto, mi fece essere invidioso del buon senso del presidente brasiliano:
in italia i capoccioni che si occupano di cultura sono in genere delle statue di cera che parlano facendo sfoggio della loro di cultura. al popolo serve altro.
serve la cultura che si vede, che si ascolta in mezzo alla folla mentre si sorseggia una caipirinha, non il superconvegno di cervelloni imbolsiti organizzato da e patrocinato da e realizzato in collaborazione con...
a presto