novembre 05, 2005

Digital divide, Microsoft unite (2)

Una compagnia olandese di statistiche sul web, OneStat.com, ha annunciato che Firefox ha superato il 10% del mercato complessivo dei browser, sarebbe all'11,51%. Firefox ha superato i 100 milioni di download già a febbraio scorso, il che è un bel successo per un programma opensource e indipendente, ovvero con una struttura di marketing non comparabile con i mezzi di MS. Stavo per dire senza struttura di marketing, ma sbagliavo: guardate per esempio come è professionale e efficace questa pagina sulla diffusione di Firefox.
Ma la logica del bicchiere quasi pieno, quella più corretta, dovrebbe far riflettere sul fatto che Internet Explorer, nelle sue varie versioni, conta ancora per l' 85%. E si tratta di dati presumibilmente basati sulle statistiche di accesso, cioè sull'uso effettivo del browser. Explorer non ha la navigazione a pannelli, non integra i feed xml, non ha nessuna delle utilissime estensioni disponibili per altri browser, penso a GreaseMonkey o a Linky, forse non ha nemmeno l'elementare funzione di blocco delle finestre di pop-up. Inoltre è lento, esposto a attacchi... non è assolutamente di moda. Queste cose, da tempo alla portata di Firefox, ma anche di Safari, Camino, Opera ecc., saranno disponibili solo con la prossima annunciata versione 7 di Explorer e il software annunciato si chiama "vapourware". Quelli che per sbaglio qualche anno fa comprarono la Fiat Duna venivano sfottuti in modo impietoso per molto meno e questo rappresentò l'inizio del crollo di Fiat.
Ma Explorer no, lo usano tutti, o quasi, e nessuno che in questo mondo di fanatici dei tecnogadget si senta appena sottosviluppato. Io conosco persino delle persone, per altri versi normali e stimabili, che lo usano su OsX di Apple. Potenza del monopolio e delle sue conseguenze culturali e sociali.
Se si guardano le differenze tra paesi la questione diventa più interessante: l'85% complessivo di Explorer scende all'80% negli Usa e al 78% in Canada, ma risale al 93% in GranBretagna, il paese più "wired" fra quelli europei. Sembra esserci una relazione inversa tra uso del dinosauro e grado di familiarità complessiva con le Itc.
Allora stupisce che, fra 40 studenti di un corso universitario italiano (e quindi stupisce meno) di "Culture digitali...", solo tre (il 7,5%) dichiarino al docente di usare Firefox. Perfino dopo che il docente medesimo aveva fatto capire che si trattava quasi di una questione di buon gusto.
E ancor meno stupisce se si pensa che 39 su 40 non conoscono altro che Windows e uno (1 solo, non il 2,5%, come direbbero i giornali) conosce anche Linux (Debian).
Ma affianco agli attriti culturali e sociali, valgono anche i mezzucci pseudo tecnologici di difesa del monopolio. Qualche intervistato, quasi scusandosi, ha detto che la sua versione di Xp si rifiutava di installare Firefox. Io da molti anni mi sono concesso il lusso di non avere a che fare con Windows. Di fronte a persone contrite per non saper fare cose elementari su Windows ho smesso di fare lo sbruffone. E inizio a provare una sincera partecipazione, insiema a una certa voglia di cambiare, o di indignarmi, come si dice nell'epoca del beppegrillismo.

4 commenti:

FDS ha detto...

Complimenti a e.r. per questo Blog che scopro stasera e che mi riprometto di frequentare assiduamente.
Vorrei fare qualche considerazione su quel 92.5% dei web surfers che utilizzano IE e su quei 39 studenti che conoscono solo Windows della citata facoltà di “Culture digitali…..”.
Gli studenti hanno certamente frequentato corsi come “Elementi di informatica” e “Addestramento informatico”. Bene, se andiamo a verificare i testi di esame, le dispense dei professori, i PC dei laboratori messi a disposizione per le esercitazioni scopriamo che sono colonia di Microsoft.
In più, in sede di esame, studenti e professori non discutono di videoscrittura, di fogli elettronici o di basi di dati ma agli studenti viene chiesto il funzionamento di Word, Excel o Access (e non dimentichiamo PowerPoint che trova proseliti anche in tanti altri esami non dell’area informatica..).
Sono piuttosto d’accordo con Lei, ma i 39 studenti oltre alla colonizzazione culturale del monopolista di Redmond, hanno anche subito lo stesso trattamento da quei docenti che stanno così sprecando una bella occasione. Da dove vogliamo invertire la tendenza se non dall'università?
FDS

simone ha detto...

Immaginavo di essere l'unico ad usare Linux nel mio corso di laurea, (almeno tra quelli che conosco), ora ho la triste conferma.
Ma il sistema operativo Linux non può essere usato da tutti per almeno ter motivi:
1. il primo problema è quello legato alla diffusione, infatti quando si acquista un pc di solito viene installato windows, e come ha già detto FDS nei corsi scolastici e universitari vengono usati e insegnati programmi microsoft (per esempio la patente europea del computer).
2. non è poi così semplice da usare, infatti nonostante le nuove interfacce grafiche, alcune operazioni necessitano di essere scritte nella shell.
3. non tutti i programmi e periferiche funzionano con Linux, sono ancora pochissimi i produttori di software che sviluppano versioni sia per Windows che per Unix e di hardware che forniscono driver multipiattaforma.

Nonostante questo lo preferisco a Windows perchè è molto più stabile (in due anni non si è mai bloccato), per adesso non esistono virus, trojan, spam ecc..., ci sono migliaia di software gratis da scaricare ed installare (soprattutto con i nuovi gestori di software), è gratis, è veloce, ci sono enormi possibilità di personalizzarlo.
Nel nostro laboratorio di informatica potrebbe essere installato su un pc un sistema operativo Linux per farlo conoscere agli studenti, non dovrebbero esserci problemi con operazioni quali navigazione internet e posta (con Firefox o Opera), word processor, foglio di calcolo, presentazioni e database (con OpenOffice).

e.r. ha detto...

Io sono uno Sme (signore di mezza età) e quindi Linux non me lo posso permettere per sopraggiunta anchilosi neuronale. Ma in quanto Sme mi permetto Unix nello shell Osx, che non è open, ma è Unix. (Per chi parla normale: ho detto di usare il mac.) Neanch'io ho finora (corna) beccato mai cose di tipo fetenziaware, neanche a me è mai accaduto di avere un crash, spengo la macchina solo nel week end. Insomma siamo felici e campiamo bene. Tanto bene che non ci basta e vorremmo far campare bene anche gli altri. Così ci rompono di meno con le domande di sempre (mi si è sconfigurato...non riesco... come faccio...) manco fossimo delle persone competenti, almeno io. Ma la cosa è difficile. Il punto lo avete centrato, nemmeno io credevo che la cosiddetta Ecdl (la patente) fosse un così bolso progetto di formazione del consumatore. Ho visto persone orgogliose di saper centrare e grassettare il contenuto di una cella di excel, ma che non avevano mai saputo cosa fosse un foglio di calcolo.
Il disordine è tanto e quindi la situazione è eccellente: c'è tanto da fare. Chissà se ce lo fanno fare. Proviamo a vedere se ci danno una macchina in quella specie di antro chiamato laboratorio.
ciao a tutti

massy ha detto...

Quoto FDS: "Da dove vogliamo invertire la tendenza se non dall'università?", e finora, per esperienza personale, solo il corso di "agire economico in rete" ha cominciato a parlare in maniera propositiva dei cosiddetti mezzi alternativi. E personalmente odio ogni tipo di presentazione che abbia anche solo l'aria di essere un Power Point, ma d'altra parte, mi permetto anche di difendere chi nutre passione per questo mondo ma non ha avuto modo di metterci piede..o per lo meno di imparare a camminare. Personalmente non conosco nessuno che abbia imparato a camminare con Linux come ha giustamente sottolineato simone per una serie di motivi. Ma ce ne sono altri, e secondo me, sono di ordine pratico: viviamo in un mondo dove i formati convergono verso Microsoft, così come gli usi, i costumi e le speranze di "compatibilità" e "condivisione" dei dati..insomma, io ho lasciato convivere Linux Red Hat insieme a Windows per svariati mesi, ora per motivi di tempo, condizionamento e soprattutto di praticità (purtroppo), lo tengo nel cassetto. Ammiro sinceramente chi riesce a muoversi con altrettanta o addirittura maggiore agilità nel mondo di Linux portando avanti anche una causa forse purtroppo ancora solo pioneristica contro le major del settore e non mi perdono, personalmente, una mancanza di volontà in questo campo, ma non bisogna colpevolizzare però (di non aver imparato prima)chi viene all'università per imparare.

P.s. Infine oserei fare una correzione: i 39 studenti del test, non hanno dichiarato di non "conoscere" altro che windows, ma solo di "usare" windows.
.P