settembre 14, 2007

User generated nonsense

Finalmente anche a Napoli è arrivata la polemica su Youtube come istigatore di comportamenti devianti e quindi da sequestrare, censurare. In ritardo di oltre un anno rispetto al resto del paese, ma alla fine ci siamo. La tesi corrente e diffusa oggi sulla stampa locale è quella solita e stracotta. Se una persona commette un reato (in questo caso la violazione di molte norme del codice stradale, forse anche di rilievo penale) e se questa persona documenta il fatto con un filmato che rende pubblico, il problema sarebbe tanto il reato in sé quanto l'istigazione all'emulazione del reato stesso da parte di altri. Per questo una parte dello stigma ricade anche sul mezzo (internet) e sul canale specifico (Youtube).
Come se si incolpasse il telefono e la Telecom per le telefonate moleste. O la Rai per un telefilm con omicidio. In fondo chi emula non sta a sottilizzare se ha visto fiction, docufiction, reality o fantasmi; emula. (visto che qui si parla di reati a mezzo rete è bene specificare che emulare è un verbo di accezione imitativa che non allude in alcun modo a omonime pratiche di violazione del diritto di copia)
Non si sottolinea invece come la voglia di esibizione allargata e asincrona venga spesso pagata dall'autore con il rischio di essere identificato. Fare il cavallo (per gli stranieri: impennare la moto) o lo slalom veloce in una strada piena di pedoni dà soddisfazione e comporta pochi rischi (mai visto fermare nessuno). Documentarlo e mostrarlo a tutti dà forse ancora più motivo di vanto, ma anche più seri rischi di essere beccati (finora è così, e anche in questo caso)
Pare però che una buona dose di bacchettonismo misoneista dia sempre un tono da persone fini e per bene. Nessuno ha il buon senso di scrivere che il cavallo col motorino a Napoli si impara da bambini prima e al posto di andare in bici. Che c'entra internet?

A proposito, sono andato a vedere Shrek3 con mio figlio. Prima del film era obbligatorio assistere a una pubblicità di un rassodante per il seno che si concludeva con una smanacciata di tette da denuncia e arresto per molestie. A parte il fatto che mi ha fatto pena l'imprenditore se penso ai soldi che gli hanno dissodato per mostrare il prodotto a dei novenni, ma siamo sicuri che mio figlio abbia capito che quello non si emula. Anzi si potrà emulare, ma non così. Insomma mandiamo l'escopost al Warner? O mettiamo i lavavetri a sganasciarsi?

8 commenti:

daniela ha detto...

il matino?

OT -- leggiti, leggetevi se blogger o aspiranti questo post, di Leonardo.
Mi devo preoccupare?

e.r. ha detto...

si daniela, il matino di oggi 14 set 07

ll ha detto...

Io ho emulato il "diet coke + mentos" un po' di tempo fa, e la tenda da sole della mamy ancora un po' ne soffre. Il cavallo ho provato a emularlo con alterne vicende (con la mia Chiorda Cross prima e con il Minibike Benelli dopo) in tempi non sospetti vedendolo fare a Peppe l'Animale e Giovanni Capatosta, all'epoca era un must e non cera iutub e al matino qualcuno moriva di camorra. Alla fine è l'e-mulare e emulare via rete il problema? Oppure la connessione flat delle redazioni?

e.r. ha detto...

Ha ragione ll, l'emulazione è in fondo l'aspirazione massima di tutti quelli che si appassionano all'e-learning. Dipende dai maestri che ognuno si sceglie e dal fatto che il cattivo maestro ha sempre un vantaggio comparato in più, il fascino della "stupidaggine" (qui si parla polite).
Quanto alle redazioni e alle loro connessioni flat non mi spingerei troppo in là. C'è sicuramente della preoccupazione fra i giornalisti di carta per la concorrenza, ma anche un coerente impegno a sollevare scenari da incubo e "de paura" soprattutto se virtuali e quindi infidi. I motorini reali che ti mettono sotto invece li abbiamo già misurati e metabolizzati.

e.r. ha detto...

@ daniela (che essendo una signora non è mai OT)
non capisco il riferimento alla tua persona, di cosa ti dovresti preoccupare? Io ho imparato a stare in tinello leggendo la vera donna Letizia e queste regole ovvie di pacata dissimulazione le ho sempre rispettate, credo. E mai mi sono accorto di tue trasgressioni, anzi. Quindi non capisco.
Forse vuoi dire che ti stai trasformando in un blog? Io me ne ero già accorto da tempo, ma ho sempre cercato di dissimulare quando ti incontravo. O no?

Antonella ha detto...

Ogni tanto, sbuca fuori qualche apocalittico di turno che fa di Internet il capro espiatorio. Non ultime le affermazioni di Elton John e la proposta di censura dei motori di ricerca dell' On.Frattini.
Questa delle acrobazie sui motorini , filmate e rese pubbliche su YouTube, ci servirà per ingannare l'attesa, nel frattempo che arrivino i nuovi "video scandalo" girati all'interno delle scuole. Purtroppo il problema sta a monte. Il problema non è il medium. C'è una voglia di esibizionismo comune che sceglie la rete come forma di distribuzione capillare e gratuita delle proprie bravate. Il pesce puzza dalla testa, come si suol dire.

Saluti! :)

daniela ha detto...

@ e.r.
molto confortata, grazie. Tu dissimuli benissimo, il punto era se io dissimulo bene la mia mutazione genetica...

tornando ai cavalli, un tempo il nostro amico maestro aveva una teoria interessante e non moralista sui cavalli: danza di corteggiamento, abilità applicabile anche ad altro, e così via. Ma forse lo (con)fondo con altri.

Anche riuscire a fare un video guardabile, e a metterlo sul tubo o altrove, del resto, IMHO è una spia di abilità, forse "sfruttabili" anche altrimenti (per es. da educatori di vario tipo e livello) se uno non si attarda a dire quelle menate del pezzo.
boh...

Anonimo ha detto...

Appello a San Gennaro delle mamme e degli operatori sociali dei Quartieri Spagnoli di Napoli.

Santo Gennaro,
sai bene cosa significa vivere ai Quartieri Spagnoli, come in diversi altri quartieri popolari di Napoli. In questi giorni è tornato in città il Presidente della Repubblica che ha a cuore le nostre sorti. Nelle prossime settimane viene il Santo Padre, ma non sono loro che possono occuparsi delle piccole questioni locali.
In questo tempo c’è una diversa lava da cui ci devi salvare: non viene dal vulcano ma dall’impegno insufficiente delle istituzioni e dei responsabili della classe pubblica che trattano le questioni sociali come del tutto secondarie.
Anche in questi giorni ci sono malviventi che si affrontano nelle strade a colpi di pistola. Il Governo sta decidendo dove localizzare le zone franche per stimolare l’economia. Montecalvario, in un certo senso, è già una zona franca: dalla tutela di alcuni diritti di base, dall’impegno efficace e continuativo delle Istituzioni. Da sette anni il Comune ha realizzato il progetto Nidi di Mamme, svolto anche a Barra e San Giovanni. In questi giorni, negli otto nidi in cui lavorano 24 educatrici e sessanta mamme coadiuvanti, sono stati iscritti oltre 200 bambini potendone accogliere solo 150. Il finanziamento però è esaurito e da Dicembre i nidi chiuderanno. Siamo in una delle zone dove molti ragazzi seguono con difficoltà la scuola e sono anche arrivate centinaia di famiglie di immigrati con bambini che hanno difficoltà di inserimento. Una Fondazione locale meritoriamente finanzia da diversi anni un progetto che accoglie 50 bambini immigrati e napoletani, garantendo loro un vero tempo pieno sino alle 19. Anche per questa iniziativa, per problemi che non conosciamo, la fondazione dice di avere gravi difficoltà a rinnovare il finanziamento e intende comunque ridurlo: per ora comunque il progetto non riparte. Da anni vengono realizzate attività per il recupero della formazione dei ragazzi anche con tanti inserimenti nelle botteghe artigiane. La Regione ha finanziato nel quartiere, uno dei 26 progetti che in Campania sono stati realizzati, negli ultimi due anni, contro la dispersione scolastica e formativa. Il nuovo dirigente ha trovato gli atti fatti dal predecessore in disordine e quindi l’insieme del progetto regionale è stato bloccato lasciando a casa i ragazzi che andavano nelle aziende a formarsi. Il Comune realizza diversi altri progetti, laboratori socio educativi, tutoraggio individuale dei bambini, accompagnamento sociale per i 400 nuclei che nella municipalità hanno il reddito di cittadinanza. Gli enti che realizzano questi progetti ricevono il rimborso delle spese con ritardi che vanno dai sei ai dodici mesi e quindi gli operatori non possono essere pagati, ricevendo comunque compensi che, come previsto dai capitolati, sono pari a quelle del lavoro domestico. Qualche anno fa è stato svuotato un palazzo dedicato a servizi, in Via San Matteo, destinandolo a caserma dei Carabinieri. Tutto è fermo ed è venuto meno un altro piccolo presidio di legalità e socialità. La nuova sede del Commissariato di Polizia è stata localizzata in locali dell’Ex Ospedale militare. I Poliziotti fanno bene il loro lavoro ma già lungo quella strada viene tollerata la sosta selvaggia che spesso blocca il traffico. L’insieme della bella struttura dell’Ospedale militare, in pratica unico piccolo polmone verde della zona e possibile sede di strutture sociali, è stato dato alle università che difficilmente i nostri figli frequenteranno.
In sintesi i pochi servizi sociali che avevamo avuto negli ultimi anni sono dequalificati o chiudono. I bambini e i ragazzi devono arrangiarsi e i giovani educatori devono trovare altro da fare o restare precari. In verità ci siamo già rivolti ad altri santi, Sant’Antonio, Santa Rosa: ci hanno assicurato impegno per il bene della città, ma i tempi per loro non possono essere brevi. Tu martire hai protetto e proteggi Napoli, custodisci le nostre speranze e aiutaci ad avere la fiducia che è indispensabile per vivere.

Le mamme e gli operatori sociali dei Quartieri Spagnoli di Napoli.