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I fratelli Ilie (violinista) e Ionel (fisarmonicista) NISTOR sono eredi di una gloriosa tradizione di musicisti popolari (lautari) che ha prodotto in Romania una maiuscola cultura musicale trasmessa per via orale.
Originari di Cetate (nella regione dell’Oltenia), cresciuti in una famiglia di musicisti da almeno tre generazioni, entrambi hanno appreso sia la tecnica strumentale che il loro vasto repertorio mediante l’imitazione di quanto visto e udito compiere sotto i loro occhi dai rispettivi maestri Jon Lăietu e Costel Băloi. Detti maestri a loro volta avevano appreso tecnica e repertorio da coloro che li avevano preceduti mediante un assiduo ed intenso esercizio dell’attenzione e della memoria.
L’investimento di tempo ed energia nel potenziamento delle proprie capacità mnemoniche permette - una volta acquisito questo primo risultato – di concentrarsi sull’acquisizione di un suono qualitativamente prezioso e di un’espressione significativa e prodiga di suggestioni sul piano emotivo. Ignorare perciò la scrittura musicale non costituisce affatto nel loro caso una limitazione davvero seria ; sotto certi profili esonera piuttosto e affranca l’interprete dalla schiavitù delle carte e del leggio, ponendolo con i fruitori in contatto più immediato e generando una più emozionante vicinanza.
Quando si verifica l’evento magico per cui gli ascoltatori si sentono rapiti dal succedersi dei suoni, che formano un discorso eloquente pur facendo a meno delle parole, la musica trasmessa oralmente celebra la sua più bella vittoria sulla cultura accademica (cartacea). Si ricrea l’atmosfera esaltante dei banchetti di nozze, dei battesimi, delle feste,
occasioni tipiche in cui nei Balcani s’invitano i musicisti in qualità di prestigiosi concelebranti laici. Musica d’uso pertanto , Gebrauchsmusik, nel senso più nobile di questa espressione, musica che - intesa in questa accezione - può creare momenti d’incanto anche in mezzo al vociare e al frastuono di una via Benedetto Croce e nobilitare - una volta di più se mai ce ne fosse bisogno - il ruolo persino dell’artista di strada, che i nostri due Maestri sanno sostenere nell’attuale congiuntura senza imbarazzo, coscienti della propria bravura e certi dell’apprezzamento di coloro che di musica realmente se ne intendono.
Programma:
1. Rapsodia Română
2. Horă lui Nicuşor Dinicu
3. Baladă lui Ciprian Porumbescu
4. Horă Mărţişor lui Ciprian Porumbescu
5. Horă Albină
6. Horă fa major
7. Geamparale Dobrogeane la minor
8. Horă Concert ( I ) sol major
9. Horă Concert ( II ) sol major
10. Sârba de la Gorj la major
11. Ciocârlia
(grazie a Renzo Carlini)
Per chi avesse dei dubbi circa la congruenza del tema col contenitore: trattasi di giornalismo dal basso, I suonatori di strada sono come dei blogger della musica.