gennaio 15, 2007

Come rendere difficile la vita alle persone e favorire la diffusione di software maligno: l'impegno di un'istituzione formativa

La prenotazione degli esami universitari è un micro evento burocratico che si presta molto facilmente al trasferimento sulla rete. Gli studenti costituiscono un pubblico per definizione alfabetizzato, le università sono il posto dove internet è nata e dove si formano molte delle figure che poi le danno forma. Le convenienze sono molte, innanzitutto si elimina la fatica di andare fino in facoltà a volte solo per prenotare l'esame, un quantità enorme di tempo se moltiplicata per il numero dei tentativi di esame, il numero degli studenti e se si considera la loro dispersione sul territorio.
Ma non è però sempre così semplice: ci sono consuetudini burocratiche, una certa sfiducia di fondo e persistente
da parte degli uffici per quello che non è su carta, ma lo stesso vale anche per studenti e per professori. Fatto sta che anche questo compito elementare fa fatica a trasferirsi sulla rete, almeno in alcune aree dell'europa meridionale. Ad esempio a Napoli, all'Università Federico II.
Prenotare esami è un compito che per motivi anagrafici non mi compete più, ma capita che il figlio tecnofobo di un mio amico mi chieda di aiutarlo e mi accorgo che la cosa non è così semplice.
Innanzitutto la pagina che indirizza al servizio di prenotazione e a una serie di altri servizi, apparentemente utili, si raggiunge attraverso il link "Aree Riservate". Che, accompagnato dall'icona di una chiave, non è esattamente il modo più comune per invitare a entrare e servirsi.
Chi ci riesce, si trova in una pagina scritta in verde e blu su fondo blu (gli ipovedenti si trovino degli amici) in cui non esiste né la parola "prenotazione" né quella "esami", ma in cui si parla di "erogazione servizi informatici" (uh).

Io ho cliccato per capire cosa si erogasse, ma non è accaduto nulla, se non una specie di sussulto della pagina. Allora mi accorgo che in basso c'è un'avviso che invita a fare attenzione e che "per usufruire del servizio bisogna impostare opportunamente le proprietà del browser".
E qui si accede alla pagina capolavoro che opportunamente trascrivo:


Di seguito, con riferimento al browser “Internet Explorer”, si danno alcune indicazioni, relative alle principali opzioni.
Abilitazione dei cookie:

Dal menu di Internet Explorer scegliere la voce Strumenti - Opzioni Internet; scegliere quindi la voce "Privacy" e, qui, il tasto "Avanzate"; scegliere di accettare sempre i cookie della sessione.
Visualizzazione dei messaggi popup (Internet Explorer 6.0 e successive):
Dal menu di Internet Explorer cliccare sulla voce Strumenti - Opzioni Internet; scegliere Protezione - Internet ( selezionare la icona col mondo) e cliccare qui sul tasto "Livello personalizzato". In questa finestra scorrere l'elenco fin quasi alla fine. Una delle ultime voci riguarda i popup: si deve settare "Usa blocco popup" su "Disattiva".
Visualizzazione dei messaggi popup (Internet Explorer su WIndows XP, SP2):
Dal menu di Internet Explorer cliccare sulla voce Strumenti - Opzioni Internet; scegliere "Privacy" e, nella finestra che compare, deselezionare il check "Blocco Pop-Up". In alternativa, se non si vogliono sbloccare tutti i pop-Up, premendo il tasto "Opzioni" sulla stessa finestra, é possibile inserire l'indirizzo "esis.ceda.unina.it" tra i " Siti da cui consentire i pop-up".
Per quanto riguarda il blocco dei popup, inoltre, é necessario prestare attenzione quando si installano security per Internet (ad esempio, quelle della Norton) oppure personalizzazioni del browser (ad esempio, la barra degli strumenti di Yahoo). Infatti tali applicazioni, in fase di installazione, riattivano tale blocco senza preavviso e ne consentono, inoltre, la gestione attraverso i propri menú, in maniera invisibile ed indipendente da quelli di Internet Explorer.

A parte la sintassi, l'uso di tecnichese spinto e la errata grafia della terza persona singolare presente del verbo essere, quello che mi ha lasciato invece esterrefatto è che in nome di non si sa cosa, si chiede di modificare delle impostazioni che servono a proteggere da quello che nel loro linguaggio si chiama il "malware", il software schifezza che infesta la rete, fatto di virus, trojan, worm ecc. Non ci dicono sempre che la colpa è di chi non installa gli opportuni antivirus? Adesso opportunamente ci dicono di toglierlo sennò non si prenota l'esame.

Inoltre si dà per scontato che l'utente sia anche amministratore del sistema. Spesso non è così. Chi usa la macchina di un amico, di un locale pubblico, di una piazzatelematica non si prenota. Chi usa i computer del laboratorio della mia facoltà invece ci riesce. Il tecnico ha dovuto opportunamente renderli vulnerabili. E tali rimarranno, questi e molti di quelli degli studenti. Non si raccomanda infatti
di ripristinare la sicurezza una volta concluso il compito né si dà alcuna indicazione su come fare.
Infine si parla solo di Explorer, il browser più vulnerabile, come se non esistesse altro e di fatto suggerendone l'uso.
La cosa più grave di tutte è l'abuso di autorità e la contemporanea dissipazione di autorevolezza dell'emittente. Se lo dice l'università allora vuol dire che bisogna usare quel browser e che quelle impostazioni vanno tenute in quel modo, comunque o così o non ti prenoti.

Piccolo suggerimento per chi non usa Explorer: in Firefox è nelle preferenze, sezione "contenuti"; in Safari basta digitare "command+K".
Una volta adempiuto alle strane richieste, si riprova e si riceve questo avvertimento:

Una persona per bene a questo punto si ritira, sommessamente. Guardate bene: "si è connessi a un sito che dice di essere... probabilmente per ottenere informazioni personali". Usano una connessione apparentemente sicura, ma non certificata, proprio la tecnica del phishing, che si basa appunto sulla particolare cieca obbedienza che si può ottenere spacciandosi per istituzioni autorevoli (banche, poste, provider) e usando un linguaggio tecnico con toni intimidatori.

Un incoscente bisognoso d'esame passa
invece sopra a qualsiasi cosa, entra e si imbatte in quest'altro monumento alla complicatezza: "Inserire i nove caratteri della matricola, compresi gli zeri e senza la barra", sembra una cosuccia, ma pare che sia lo scoglio principale, dove li aggiungo gli zeri visto che le matricole sono dei numeri in formato "765/3456". Costava molto aggiungere un esempio e dire di convertire in "756003456"? Costava evidentemente molto.

Oltre non sono andato, non so come proceda la vita dell'esaminando, ma non vorrei essere al suo posto. Nemmeno andarsene è facile: si rimane attaccati alla pagina. E dire che c'è un apposito pulsante uscita, che però non fa uscire e nemmeno si può tornare indietro: tasto disabilitato. Restate con noi, per sempre. Bisogna scappare dalla finestra. Chiuderla.

Per chi uscisse sconfitto dalla guerra delle impostazioni c'è un numero verde (verde chiaro, costa solo uno scatto, ma costa) dove un risponditore promette aiuto (840 072 200). Per fortuna, ma anche per stranezza, non si riesce a chiamare dai numeri interni dell'Università e quindi vi risparmio l'ulteriore narrazione.

Mi interrompo per un attimo. Perchè tanto calore da parte mia per una questione in fondo solo tecnica? Perché la diffusione di software maligno è una cosa che molti temono, a ragione, ed è uno dei fattori che frenano la diffusione di internet nel nostro paese e soprattutto nelle sue regioni meridionali.
Il blocco dei pop up non è una questioncella, è anche attraverso i pop-up che si svolgono vere e proprie infestazioni di software pubblicitario "adware". E non si tratta di mulini bianchi, ma di cose inadatte all'ambiente educativo, porno ad esempio. Una signora americana, una maestra, rischia 40 anni di galera per non essersi accorta dell'attacco e avere inavvertitamente esposto i suoi alunni a questo tipo di immagini.

C'è dell'altro. Come faccio a sapere quando ci sono gli appelli? (un professore risponderebbe: ormai ci sono sempre)
C'è per fortuna un'apposita e civilissima pagina, migliorabile, ma civilissima. Però sta da tutta un'altra parte del sito, e nemmeno un link tra le due. Vado a vedere come esco nella foto e ritrovo i miei insegnamenti. L arisposta è: "Non sono disponibili appelli per questo insegnamento Attenzione: il docente potrebbe aver programmato appelli senza segnalarlo al sistema ESIS!"
Ma come? Li ho comunicati da un paio di settimane!
Spiegazione: il sistema comunica solo gli esami prenotabili, ovvero quelli per i quali mancano fra 15 e 3 giorni alla data d'appello. Fuori da questo arco temporale si emette solo il succitato comunicato di lotta "contro quei fetenti dei professori che fanno le cose e non ce le dicono".
Perché gettare discredito preventivamente e in modo generalizzato? Davvero gli studenti sono tutti fedifraghi. Davvero i professori sono tutti accidiosi?
Io non voglio fare di tutta l'erba un fascio, me la prendo con quelli che hanno realizzato questo servizio, non conosco i loro nomi, ma mi farebbe piacere discutere con loro, possibile che su Internet sia possibile fare di tutto, comprare, vendere, votare, prendersi intere lauree con una certa facilità e non sia possibile prenotare un esame? Possibile che nessuno abbia pensato nemmeno per un attimo a mettersi nei panni di un utente?
Poi mi chiedo: questo accade solo perchè mancano soldi all'Università? O perchè a volte sono spesi male? Ma non voglio aprire una discussione così ampia. Mi basterebbe raccogliere e portare al Rettore un po' di suggerimenti sulle prenotazioni degli esami.

Grazie a Nello che mi ha segnalato alcune cose mentre già stavo scrivendo queste note.

Update – 17 gen 07
Luigi Nicolais, ministro per le riforme e l’innovazione è un docente della Federico II. Ieri ha presentato le linee strategiche del sistema nazionale di e-government. Vi si leggono cose come “Costruire la cittadinanza digitale... rendere semplice e sicuro l’accesso ai servizi in rete... superamento del “divario digitale”... attuare una più attenta progettazione dei servizi".
Se qualcuno dell’Esis volesse dargli uno sguardo, il comunicato è qui. Noi aspettiamo.

20 commenti:

Anonimo ha detto...

A mio avviso qui è evidente l’incapacità di mettere in rete un servizio, tra l’altro anche abbastanza semplice. È sconcertante che venga progettato un sistema che funziona annullando le barriere immunitarie dei computer degli utenti. È poco condivisibile che un’Università dia istruzioni facendo riferimento ad un solo software specifico, soprattutto quando intorno a quel software c’è tutto un dibattito legato alle questioni dell’open source.
Voglio anche ammettere che la progettazione può presentare delle difficoltà, ma francamente mi sfuggono i motivi per i quali in questo caso non si siano rispettati i criteri minimi e ampiamente diffusi in siti analoghi di altre università in relazione, ad esempio alle parole utilizzate e alle icone scelte. Ma ancora mi chiedo, una volta progettato questo servizio qualcuno si è mai posto il problema di verificare se tale servizio è “usabile” da chi deve fruirne? C’è qualcuno che si preoccupa di verificare concretamente l’accessibilità e l’usabilità dei servizi on-line?
Ricordo che un po’ di anni fa scoprii che i programmatori di videogames prima di commercializzare un prodotto, lo sottoponevano a dei giocatori per un certo numero di ore e di giorni e registravano tutti i problemi che in fase d’uso di volta in volta emergevano al fine di migliorare quello che teoricamente appariva già come l’ottimo.
Ora è evidente che qui nel caso in questione siamo anche teoricamente lontani dall’ottimo ed è sconcertante che la programmazione di tali servizi viene fatta trascurando i bisogni degli utenti e tutti i problemi legati all’usabilità e all’accessibilità.
frapir

Anonimo ha detto...

quel sito! che dire..è fatto con i piedi..e non credo che qualcuno si sia preso la briga di provarlo per testarne l'accessibilità e la fruibilità. I videogiochi costano molto in termini di realizzazione, per non parlare poi delle campagne pubblicitarie per il loro lancio (mi riferisco al commento precedente)per cui risulta necessario ridurre al minimo gli errori..ma per la nostra università..si vede che l'importante è poter dire:HO il sito per far prenotare gli esami...meno importante e che il sito funzioni, evidentemente!!

Anonimo ha detto...

Anche io ho trovato molte difficoltà con questo servizio, spero si possa modificare perchè prenotare gli esami in questo modo non è affatto giusto!

e.r. ha detto...

Qui c'era un commento di Fabio Maiolo sul tema di Borat. Chiedo scusa a Fabio, ma considerato il tema di questo post l'ho messo dove non risulta off topic, qui:

http://max-web.blogspot.com/2006/11/maffettone-spiega-borat.html#comments

nello ha detto...

Salve prof, sono nello.
Esis non funziona da , ormai, tre anni, da quando cambiarono l'accesso.
Lo so perché lo usava mia sorella, nel 2002, per biologia...
Allora l'accesso era molto più intuitivo.Da un lato c'era il codice corso di laurea, dall'altro la matricola studente, senza mettere zeri al di fuori di quelli presenti.
esempio 880/30, la mia, veniva digitata da una parte 880 e poi solo 30. Un paio di anni fa decisero, per ragioni tecniche, mi fu detto, di "allungare" le matricole.. risultato ora devo digitare 880000030, e se sbaglio addio accesso...
Il sito dell'università è stato rinnovato l'anno scorso, lo so perché io scrissi un'articolata mail di protesta in cui lamentavo che un portale che era abbastanza intuitivo era stato cambiato in peggio...perché allora mancavano collegamenti a molte sezioni importanti tra cui proprio esis.
La risposta fu che , statische alla mano, le loro però, il portale era più visitato di esis, cosa ovvia visto che nessuno poteva facilmente mettere tra i preferiti esis, essendo un pop-up, ma facilmente il portale della facoltà....
Il colmo lo hanno raggiunto oggi, perché alla pagina degli esami della facoltà di sociologia compare una mail per l'assistenza tecnica, mail che o non è attiva o non esiste...
provare per credere!
ps le invio la risposta dell'esis al problema del certificato scaduto.Anticipo solo che , secondo loro, Firefox lo apre una volta sbloccati i pop-up...ma non dice che la visualizzazione dell'avviso è fulminea e impossibile da cliccare!

Anonimo ha detto...

Credo che il problema principale sia dato dall'assoluta incompetenza degli addetti al servizio, sia dal punto di vista dell'accessibilità sia da quello dei disservizi (che non sono rari). I malfunzionamenti di questo portale sono diffusi e moltissimi studenti se ne lamentano, sia nel cortile della facoltà, sia attraverso altri canali di comunicazione. Le e-mail di protesta di solito vengono cestinate (se arrivano a destinazione!) e chi riscontra un problema con la prenotazione degli esami di solito se lo porta avanti per tutta la carriera universitaria, con evidenti disagi, soprattutto ora che la prenotazione degli esami online è OBBLIGATORIA! Con che coraggio si può rendere obbligatorio un servizio che funziona a singhiozzo? Ma soprattutto, con che coraggio si espongono MIGLIAIA di computer a rischi ben noti? Qualunque persona dotata di un minimo di buonsenso avrebbe organizzato meglio almeno il messaggio di impostazioni del browser! Bastava una piccola accortenza nell'insegnare agli utenti come sbloccare i popup PER UN SINGOLO SITO (si può fare, sia con Firefox 2, sia con IE 7)... invece nulla!

maurostar ha detto...

A questo punto non mi meraviglierei se esis ci mandasse direttamente un virus giustificandolo con una scritta del tipo: "accetta il file che parte in download automatico, il file è autoistallante, cliccaci due volte sopra ed esso provvederà ad impostare DEBITAMENTE il tuo browser per una corretta visualizzazzione dei servizi di esis" m.

Simona ha detto...

Un servizio fornito dall'Università agli studenti dovrebbe essere più efficiente!
In Esis ci sono troppe pecche...il servizio DEVE essere migliorato!

Anonimo ha detto...

solo una volta ho provato a prenotare un'esame su esis, e devo dire che mi è bastata.Seguii tutte le istruzioni per accedere al sito, quando...panico! Mi si blocca il pc, riavvio tutto e cosa scopro?!?! Un "bel" virus! Ovviamente, al sito non mi sono più accostata. Proprio stamattina mi sono trovata a parlare con il rappresentante degli studenti, il quale mi ha riferito che in realtà c'è già in proggetto di cambiare il sito, purtroppo andavo di fretta è non ho avuto modo di approfondire, comunque mi ha detto che parlerà della questione esis al prossimo consiglio di amministrazione...

e.r. ha detto...

Mi sembra di capire che le cose dette da max-web (che sarei io) si stiano rivelando non così inutili. Il mio stupore è per il fatto che sia passato così tanto tempo. La mia perplessità è invece per quello che ho appena letto: "c'è il progetto di cambiare il sito". Quello che va cambiato è l'atteggiamento nei confronti degli utenti. Come dicono molti commenti, sarebbe bastata una seria ed economicissima fase di test prima di mettere on line il servizio. Molto banalmente quello che dice il ministro prof. Nicolais: l'informatica al servizio dei cittadini, nulla di più. E soprattutto evitiamo di rifare tutto daccapo, magari peggio.

Anonimo ha detto...

Grazie al benestare di Solunina, ho aperto una discussione riguardante i noti disservizi del portale Esis, in cui tutti gli utenti potranno esporre le loro lamentele e le loro testimonianze.

La discussione è qui: http://forum.solunina.it/index.php?showtopic=4247

Gianluca ha detto...

Sono d'accordo col professore al 100%.
Secondo me il servizio è così scadente perchè pochi chiedono che venga migliorato.
Tra dirigenze dell'università che di questa cosa non capiscono nulla (LETTERALMENTE) - professori tecnofobi che se uno studente gli chiede come usare esis dicono di prenotarsi a mano o di non scocciare loro impegnatissimi nella ricerca e nella didattica di altissimo livello che propongono - amministrativi che guardano a qualsiasi servizio alla loro utenza come a una persecuzione che il loro capoufficio gli ha comminato - studenti che entrano ed escono dall'ateneo analfabeti tecnologicamente (utenti passivi che si comportatno troppo spesso come terminali dei temrminali).

E una università che non ti insegna neanche come sbrigarti autonomamente) un "micro evento burocratico" farebbe meglio a chiudere i battenti.

Ma la cultura di cui tutti parlano sarà mica un rapporto con adulto con le tecnologie?

Indira ha detto...

Si si....lei ha perfettamente ragione. E, tra l'altro, in alcuni casi nonostante ci si prenoti per un esame può capitare che il sistema non lo inserisca nella lista. Insomma, inefficienza ma proprio in TUTTTIII i sensi. Per non parlare del fatto che spesso passano secoli prima che un esame fatto appaia nell'elenco di quelli sostenuti. Comunque si sta discutendo della questione anche su Solunina, speriamo di prendere qualche buona iniziativa al riguardo.

Anonimo ha detto...

lei ha perfettamente ragione; purtoppo da questa sessione si posso prenotare gli esami solo in questo modo..ci hanno incastrato!!
mi sono accorta che anche se mancano 15 giorni al 2 di febbraio (giorno in cui dovrò sostenere l'esame), non sono riuscita comunque a prenotare l'esame, e la motivazione è che "LA CATTEDRA NON è STATA ASSEGANATA"..ma allora chi era "quella" che ci ha seguito durante il corso??!!..il mistero si infittisce..
speriamo di poter ottenere delle procedure semplificate e non sempre più contorte e ringrazio lei professore per avere portato il problema alla luce.

Gianmarco Esposito ha detto...

Da utente "MAC" mi sento discriminato.

Devo far partire una virtualizzazione windows all'interno del mio sistema operativo (OSX) solamente per controllare i miei esami(uso firefox, e per Mac IE non esiste più...). Questo mi crea inevitabilmente rischi, tensioni da kernel panic e stress informatici (accentuando con doppia evidenziata, un'allergia incurabile verso un sistema complesso, macchinoso, "pericoloso".)
Per non parlare delll'uso che la segreteria fa di questo ESIS...senza motivo, il mio profilo online è cambiato da Ricerca Sociale ad Antropologico (con ben 3 esami cancellati dalla carriera...) e ho dovuto perdere una giornata di lavoro per recarmi a napoli e ripristinare il tutto...ma questa è un'altra storia...parliamo di un binario in particolare...non dell'intera stazione che va a rotoli.

Il servizio offerto da ESIS è praticamente inutile anzi PERICOLOSO: non sono mai riuscito a prenotare un bel nulla...questo crea (a mio avviso) anche un forte senso di disagio per i docenti, che, ad ogni seduta di esame, non sanno come gestire i mille fogli (V.O, N.O, prenotati online, prenotati su carta, non prenotati, prenotati online "ma magicamente non registrati" e cosi via...)...e come in tutte queste occasioni, chi paga, è soprattutto lo studente.

Non è' un servizio da aggiornare o da migliorare; è da riprogettare e rifondare interamente.

Mi trovo perfettamente d'accordo con lei, e con tutti i miei colleghi che esprimono il disappunto verso un servizio definibile esclusivamente come "fantasma".

e.r. ha detto...

Insomma, sembra che la cosa di cui mi sono accorto non è poi così campata per aria, frutto di una fisima. Non sentirsi soli è un buon punto di partenza. E' interessante vedere quello che è accaduto agli studenti, il test di usabilità sta funzionando, magari un po' in ritardo, ma funziona. Certo che se poi si pretende che la cosa funzioni anche su mac... (ehm, nota per i lurkers: scherzavo)
Io continuo, e se accade qualcosa lo faccio sapere.
Sarei curioso di sapere cosa si dice sul forum di Solunina.it, io non sono registrato.

Anonimo ha detto...

mi sento terribilmente frustrata..ma sarò io che non riesco a prenotare neanche un esame o è il servizio che è fatto malissimo!?!..è da stamattina che cerco di saltarci fuori, ma è praticamente impossibile..a loro avviso gli esami non posso essere prenotati perche le cattedre non sono assegnate..non ci capisco niente!AIUTOOOOOOOOOOOO

Princess ha detto...

E menomale che la difficoltà dovrebbe essere quella di superarli gli esami... qui devi sperare addirittura di riuscire a prenotarli!! comunque spero davvero che si riesca a risolvere questo problema , perché è davvero avvilente tutta questa situazione.

Anonimo ha detto...

Dagliè prof...semo tutti con te...

Advanger ha detto...

Giusto una precisazione: ho sentito i ragazzi di sociologia, lamentarsi perché la mail di riferimento non è attiva. Se, come penso, si fa riferimento a quella presente nella pagina http://www.sociologia.unina.it/didattica/calendario.html allora quella corretta DOVREBBE essere a.parascandolo@unina.it, cioè quella di un impiegato della segreteria studenti.
Se così fosse il problema non centrerebbe NULLA con il pessimo ESIS, ma dipenderebbe da chi cura il sito di sociologia (qualcuno della presidenza?).