ottobre 22, 2008

Leggo Saviano


Lo (ri)leggo anch'io, con molti altri. Venerdì prossimo al Pan.

Per dovere civile, per solidarietà, per respirare.

E anche per amicizia con chi si è preso la briga di organizzare la lettura e il suo blog.

ottobre 18, 2008

Opposizione automatica

la versione de La Stampa:





la versione di Google News:



E' evidente che gli aggregatori sono ottusamente contro.

luglio 19, 2008

Piccoli episodi di consunzione del capitale umano. E sociale

C’è la dimensione macro e sistemica dei problemi del welfare e dell’occupazione, ci sono le morti sul lavoro e c’è la crisi dell’università. E gli stessi problemi hanno però anche una dimensione più modesta, meno eclatante, che non fa notizia. Cose note, ma è interessante come la diversa dimensione finisca per cambiare anche un po’ la prospettiva. La complica, fa emergere conflitti diversi, noti, ma non per questo più sopportabili.
Ho ricevuto questa storia e credo che la rete sia il posto giusto per conservarla.

Dario, 24 anni, operaio nel ciclo dei rifiuti della Campania. 2 anni fa gli andò "una cosa nell'occhio" mentre lavorava. Pronto soccorso, visita specialistica, diagnosi: nessun danno, solo un po' di congiuntivite da curare con due goccine per 4 giorni. Dario, oggi, da quell'occhio non vede: una cicatrice sulla cornea l'ha reso orbo. Una cicatrice che a dire del pronto soccorso "non c'era.
Dario, 24 anni, operaio. 10 giorni fa ha avuto una frattura al mignolo della mano destra. Dario, oggi, ha girato tutti i centri (pubblici) della città perché uno specialista della chirurgia della mano gli dicesse cosa fare per il suo dito innaturalmente piegato ed ancora gonfio oltre misura. Mica ci è andato di sua iniziativa! Ci è andato perché lo specialista dell'ospedale presso cui si era rivolto di pronto soccorso ha detto che è necessario un intervento che presso di loro non si fa. Lo stesso ospedale dove era tornato 2 giorni dopo per dire che non gli sembrava normale che il dito fosse così "storto" e dal quale era stato rimandato a casa perché "così deve andare, poi si aggiusta e torna al suo posto"!
Ha fatto l'impegnativa, che non si sa bene chi impegni a fare cosa. L'ha fatta perché se ci sono delle regole è giusto rispettarle.
Ha chiamato alcuni CUP di differenti strutture pubbliche, ma solo per sentirsi rispondere che prima di 3 o 4 mesi non se ne parla di una visita in ambulatorio.
Ha chiesto allora aiuto alla mamma, alla nonna, che a loro volta hanno chiesto aiuto a "grandi nomi" della medicina partenopea. Non per scavalcare giuste priorità. Solo per sapere cosa gli sta per accadere e quale strada imboccare. Ha già perso la visibilità dall'occhio sinistro... in effetti gli dispiacerebbe perdere anche la mobilità della mano destra.
Ha bussato alla porta di un "primario" che gli ha risposto con arroganza e l'ha rimandato in coda ad una ipotetica fila di un ancor più ipotetico ambulatorio. Un primario seduto in una bella stanza condizionata, dietro una bella scrivania, con una bella segretaria, in una struttura pubblica. Pagato da tutti, e quindi pagato anche da Dario.
Dario ha cambiato ospedale, una struttura diversa. Ancora un’impegnativa, chiedendo solo un parere d'urgenza. Ma gli han detto che urgenza più non è visto che sono passati 10 giorni dal trauma! Eppure solo ieri ha saputo che il dito è compromesso nelle sue funzioni. Non dal trauma ma dalla cura.
Ha fatto la faccia tosta, ha bussato alla porta del direttore chiedendo di dirgli solo, lui massima eccellenza sul territorio, che fare, quali altri rischi correva per quella piccola fratturina ad un dito. Ha sbuffato, nicchiato, si è inalberato, ma alla fine il dito gliel'ha guardato: e "ormai è tardi, è passato troppo tempo dal trauma, venga al mio studio..., questo è il numero, parli con la segretaria per un appuntamento …".
Dario se ne è andato a casa. Triste. Allo studio di quel dottore Dario non ci andrà. Non per i soldi che pure, per chi le tasse le paga davvero, pesano ma sono ben spesi se per la salute. Ma per i modi, per la venalità evidente, ed anche perché crede che ognuno di quei medici un giorno ha giurato: "di attenersi ai principi etici della solidarietà umana", "di curare tutti i pazienti con eguale scrupolo e impegno", "di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza".
Forse non ricordano quel giuramento prestato prima di iniziare la professione, e se per caso lo ricordano avevano sicuramente incrociato le dita.

febbraio 04, 2008

Semplicemente indecoroso

Qui si è stati più volte bacchettati per avere espresso perplessità sulle modalità pratiche con cui da queste parti, italiche e partenopee, si affrontavano le tematiche della Società dell'Informazione.
Oggi mi arriva, e come a me a tutte le migliaia di colleghi dell'azienda, una mail di tono franco e diretto. Anziché no:

il software predisposto per l'invio dei progetti della legge 5 è semplicemente indecoroso, scimmiotta il software del Ministero ma è completamente insufficiente!!!!
ad esempio
1) bisogna compilare tutti i campi della pagina per salvare il lavoro, se si salva comunque (non ci sono avvvertenze!!!!!) il software azzera tutti i campi immessi,,,
2) evidentemente è stato inserito un tempi limite di connessione, ma questo non tiene conto del fatto che si sta lavorando sulla pagina, non viene comunicato che il tempo sta per scadere, risultato: perdita di tutto il lavoro come nel caso precedente
In aggiunta gli autori raccomandano di non usare "copia ed incolla" per evitare che il software possa interpretare male alcuni simboli, quindi non si può lavorare velocemente.
Sarei lieto di conoscere il genio che ha predisposto il software che per sua incapacità fa perdere ore di lavoro a centinaia di persone!

L'autore fa riferimento a un modulo on line della Regione Campania per raccogliere progetti di giovani ricercatori e quindi finanziarli con fondi dell'assessorato alla Ricerca.
Una buona cosa, in linea generale. Ma come al solito molto complicata. Inutilmente e a dispetto di ogni buon senso di e-government. Tanto per cominciare bisogna scaricare la "Guida completa alla compilazione", figuriamoci il seguito.
Certo, il collega portatore di un PhD avrebbe forse potuto rileggere e correggere le triple consonanti e i quadrupli esclamativi, ma così viene meglio percepito il suo disappunto.
Ma la cosa davvero curiosa è che la mail viene da un Dipartimento di prestigio, di quelli che di recente hanno avuto a che vedere con l'innovazione e con il suo ministero. E che si presentano al mondo così sommessamente.

gennaio 28, 2008

Stupore 2.0


Non so se sia una svolta epocale. Non so nemmeno quanto possa rappresentare l'inizio di un nuovo modo tra chi scrive sui giornali e chi no.
Ma certo non è comune che sulla versione on-line di un grande giornale si parli di fonti, di regole sull'uso di quello che è in rete; di come la messa in comune di informazione non significhi che quelle informazioni provengono genericamente "da internet" e non piuttosto da persone che quelle informazioni hanno elaborato, creato, modificato.
Marco Pratellesi con le sue scuse e i ringraziamenti ha colto l'occasione per essere corretto e recuperare credibilità e autorevolezza al Corriere. Dicendo che il grande giornale ha sbagliato ha fatto finalmente una mossa diversa in mondo che di solito si è sempre arroccato quando veniva criticato, specialmente quando le osservazioni venivano da persone qualsiasi, quelle che ora si chiamano blogger.

Pubblica il post. E poi?


Ecco quello che succede quando premiamo il tasto Pubblica del nostro blog sappiamo (o dovremmo sapere) che si sta per mettere in moto un meccanismo complesso, che stiamo pubblicando in modo molto più pubblico, allargato e stabile di quanto non accada quando capita di scrivere qualcosa sulla carta stampata, un giornale per esempio.
Ma di solito prevale il senso di familiarità con i nostri pochi lettori-amici, la voglia di avere una conversazione quasi confidenziale, se non intimistica.
Così capita di dimenticarsi del web, di rimanere stupiti nel trovarsi scavati da google o citati - e magari travisati - in posti lontanissimi.
A volte quando incontro qualcuno che mi dice di leggere -eroico- questo cosino, mi viene quasi un moto di gelosia.
Wired ha pubblicato un cartogramma in flash che illustra molto bene il ciclo di vita, tutta la complessa vicenda di reazioni, automatiche e non, che scateniamo senza saperlo ogni volta che premiamo quel tasto.

dicembre 18, 2007

E i pedali ancora mi girano



Sabato 22 dicembre alle 11 in Piazza Plebiscito

Ciclical Mass

Aderisci numeroso? Aderiate compatte!

(grazie Laura)

dicembre 08, 2007

La tua voce, la tua tribù, la tua sorella


Spese molte parole (brutte) e ancora più pensieri negli ultimi giorni a proposito delle politiche di marketing del cosiddetto "gestore incumbent" della telefonia mobile.
Sembrerebbero malvagi pescecani che affamano stuoli di lavoratori sottopagati e li danno in pasto a clienti trattati come subumani.
Sembrerebbero, invece sono solo spiritosi.Con la promessa di una nuova e più capiente sim, mi hanno fatto girare 4 negozi, parlare con almeno otto persone diverse, negato di averle (poi invece uscivano), fatto ricopiare a mano la rubrica (la cosa più spassosa), intimato l'esibizione del codice fiscale in originale. Alla fine di ogni volta mi veniva mostrato con aria sconsolata, ma soddisfatta, un monitor con un bel "errore di sistema". Vede?

Qualcuno ha un cugino incumbent che mi accompagni?
Astenersi quelli che "i mercati sono conversazioni".

novembre 21, 2007

La killed application


Le tecnologie multiscopo (GPT, general purpose tech.) sono tali perché costantemente reinventate dall’uso.
Per questo è interessante leggere le trasformazioni della costruzione sociale di senso intorno alla tecnologie nei momenti in cui esse vengono sottoposte a particolari stress.
Un caso di studio interessante per l’utilizzo delle logiche comunicative, dell’uso dei supporti linguistici e della prosopopea fumogena di scuola steampunk è ancora una volta fornito dalla locale centrale di smistamento di quella che alla fine del secolo scorso venne chiamata “la” killer application, ovvero la più utile.
Capita infatti di svegliarsi in una mattina di autunno e di ricevere un messaggio, e poi altri due, del seguente tenore e che qui ci permetteremo (con il dovuto rispetto) di glossare dando voce (nel rispetto della privacy) a individui e istituzioni:

Si comunica che alle ore 19.30 del 13.11.2007 si è verificato un guasto irreversibile al sistema di posta elettronica. Il personale del CCCP (Comando Centrale Comunicazione Postale) ha attivato la procedura di recovery, ripristinando sia le funzionalità ordinarie del servizio di posta sia attivando il recupero dei dati, che sarà ultimato nei tempi necessari (previsione di massima: 1 settimana)
  • Il cittadino si chiede: se è irreversibile perché mi fate cercare sul vocabolario “recovery”?
  • La nazione si chiede: in una settimana di massima, lo sapete quante persone si suicidano di minima? Oggi come oggi, intendo. Non sarebbe meglio che si recovery qualcun’altro?
  • Il dipendente non si chiede nulla, rinuncia ai convegni, manda due gestacci ai laureandi e visto che c’è si nega pure al citofono.

Gentile utente,
nell'ambito delle attività di recupero delle caselle di posta la
informiamo che il giorno 19-11-07 a partire dalle ore 21.00 sarà
effettuato un indispensabile intervento propedeutico al ripristino totale.
Tale intervento potrebbe comportare la riproposizione dei messaggi
ricevuti a partire dal 14-11-07.
Ci scusiamo per il piccolo disagio.
  • Il cittadino si chiede: perché mi fate comprare il vocabolario di inglese se poi non mi date più gli esercizi?
  • L’utente si chiede: perchè mi definite gentile? Forse perchè mi avete sottratto la ragion d’essere etimologica?
  • Il dipendente, non sentendosi chiamato in causa ed essendo gentile di famiglia, non si assume responsabilità e prosegue nella navigazione a vista: macchine avanti adagio, quasi ferme
  • Il disagio invece si inalbera: piccolo non glielo aveva detto mai nessuno.

Si comunica che dal 20-11-07 ha avuto inizio l'ultima fase di recupero totale di tutte le caselle di posta. L'algoritmo di ripristino è sequenziale e seguirà l'ordine alfabetico. L'utenza avrà ripristinata automaticamente tutte le funzionalità della propria casella di posta. L'inevitabile incidente comunque ha confermato l'efficacia delle procedure di backup e ripristino messe in atto dall'Area sistemi di elaborazione. Si ringrazia per la collaborazione.

L’ufficio della pianificazione centrale sorride: avete visto, ve lo avevano pur detto che ci voleva esattamente una settimana, no?
Il cittadino corre a comprare la garzantina di scienze matematiche per cercare, intimorito, “algoritmo sequenziale”. Ma gli dicono che basta il vocabolario: è alfabetico.
Il Cugri (Centro interUniversitario per la previsione e prevenzione dei Grandi Rischi) si rabbuia: “incidente inevitabile” lo dici al tuo Sysadmin.
Il solito professorino dalla matita rossa sfoga la sua frustrazione ammiccando ai colleghi: “l’utenza avrà ripristinata le funzionalità” hehe.
I modesti, e in genere chi sa apprezzare l’amaro Montenegro, si soffermano a commentare “l’efficacia delle procedure messe in atto”. Al terzo giro di amaro il compiacimento cresce e scappa anche un “però oltre che bravi, abbiamo avuto anche culo, poteva andare peggio”.
La collaborazione, ringraziata, si schermisce e invita sul palco in ordine alfabetico: l’Algoritmo, il piccolo Disagio, il guasto Inevitabile e suo fratello Irreversibile. Ultima fase non ritira l’applauso perchè ha appena avuto inizio.

Update, 23 nov - Il piccolo disagio si è materializzato nel mio client di posta con 590 messaggi tra non recapitati, duplicati ecc. Mi stavo giusto chiedendo come passare il fine settimana. La noia di certe domeniche infatti...

A questo punto, per assecondare le esigenze dei colleghi storici e le mie di precostituzione del dossier per la richiesta di prepensionamento per lavoro esasperante, vale la pena anche di ricordare le precedenti puntate d'entusiasmo.

Sulla disinvoltura nell'inviare tutto a tutti
(feb. 2007)
Sulle esigenze di comunicazione intra-aziendale (gen.2007)
Sulla responsabilità sociale dell'impresa formativa (gen 2007)
Sull'uso aziendale dell'email (nov. 2006)
Sulla sicurezza nelle comunicazioni email (gen. 2006)
Sulla flessibilità d'uso dei siti aziendali (gen. 2005)

novembre 03, 2007

Lui se ne va a Roma

Lascia gli studenti commosso. Si scioglie in apprezzamenti e precoci nostalgie.
E nemmeno questa volta apre i commenti. Gli dava forse fastidio ricevere due righe di risposta? Come si saranno sentiti i suoi critici allievi a vedersi nei panni di adolescenti di college? Ma queste sono fisime di chi continua a far finta che la rete serve per ascoltare; invece no, serve a dire.

Poi chiamare il proprio posto col nome del posto di lavoro! Ben gli sta al fordista che vede ancora la propria identità legata alla fabbrica. Ora che fa? Ne riapre uno col nome del nuovo sapiente datore? O lo chiama "scienza politica alla vaccinara"?
Le persone strane hanno strani blog. E se non fossero strane non ci sarebbero così care.
Ha promesso che adesso ci si vedrà di più. Vedremo.