ottobre 23, 2006

Un concerto dei fratelli Nistor

Da un po' di settimane, in un angolo di piazza S. Domenico Maggiore, a Napoli, si esibisce un duo di musicisti balkanici. I fratelli Nistor. In quella stessa piazza passano spesso professori dell'istituto Universitario Orientale che ha varie sedi dintorno. E' sicuramente per merito di qualcuno di loro che giovedì 26 (alle 17) i fratelli Nistor si esibiranno nella Cappella Pappacoda, di fronte a palazzo Giusso, la sede dell'orientale. Io sono in seduta di laurea, ma chi ha orecchie per intendere... (se qualcuno va e può registrare o videor., me lo dica)
(qui ci sono 30 secondi di video)

I fratelli Ilie (violinista) e Ionel (fisarmonicista) NISTOR sono eredi di una gloriosa tradizione di musicisti popolari (lautari) che ha prodotto in Romania una maiuscola cultura musicale trasmessa per via orale.
Originari di Cetate (nella regione dell’Oltenia), cresciuti in una famiglia di musicisti da almeno tre generazioni, entrambi hanno appreso sia la tecnica strumentale che il loro vasto repertorio mediante l’imitazione di quanto visto e udito compiere sotto i loro occhi dai rispettivi maestri Jon Lăietu e Costel Băloi. Detti maestri a loro volta avevano appreso tecnica e repertorio da coloro che li avevano preceduti mediante un assiduo ed intenso esercizio dell’attenzione e della memoria.

L’investimento di tempo ed energia nel potenziamento delle proprie capacità mnemoniche permette - una volta acquisito questo primo risultato – di concentrarsi sull’acquisizione di un suono qualitativamente prezioso e di un’espressione significativa e prodiga di suggestioni sul piano emotivo. Ignorare perciò la scrittura musicale non costituisce affatto nel loro caso una limitazione davvero seria ; sotto certi profili esonera piuttosto e affranca l’interprete dalla schiavitù delle carte e del leggio, ponendolo con i fruitori in contatto più immediato e generando una più emozionante vicinanza.
Quando si verifica l’evento magico per cui gli ascoltatori si sentono rapiti dal succedersi dei suoni, che formano un discorso eloquente pur facendo a meno delle parole, la musica trasmessa oralmente celebra la sua più bella vittoria sulla cultura accademica (cartacea). Si ricrea l’atmosfera esaltante dei banchetti di nozze, dei battesimi, delle feste,

occasioni tipiche in cui nei Balcani s’invitano i musicisti in qualità di prestigiosi concelebranti laici. Musica d’uso pertanto , Gebrauchsmusik, nel senso più nobile di questa espressione, musica che - intesa in questa accezione - può creare momenti d’incanto anche in mezzo al vociare e al frastuono di una via Benedetto Croce e nobilitare - una volta di più se mai ce ne fosse bisogno - il ruolo persino dell’artista di strada, che i nostri due Maestri sanno sostenere nell’attuale congiuntura senza imbarazzo, coscienti della propria bravura e certi dell’apprezzamento di coloro che di musica realmente se ne intendono.

Programma:
1. Rapsodia Română
2. Horă lui Nicuşor Dinicu
3. Baladă lui Ciprian Porumbescu
4. Horă Mărţişor lui Ciprian Porumbescu
5. Horă Albină
6. Horă fa major
7. Geamparale Dobrogeane la minor
8. Horă Concert ( I ) sol major
9. Horă Concert ( II ) sol major
10. Sârba de la Gorj la major
11. Ciocârlia

(grazie a Renzo Carlini)
Per chi avesse dei dubbi circa la congruenza del tema col contenitore: trattasi di giornalismo dal basso, I suonatori di strada sono come dei blogger della musica.

ottobre 06, 2006

See you

Per un po' sono qui per questo.
Questo posto, che si era appena rianimato, tornera' a bagno maria.
Per un po'. Ma poi torno.
E se non rispondo non è solo per maleducazione.

ottobre 05, 2006

Do not Foley me

Da un po' di mesi, o anni, insomma da quando è mondo, corre una certa polemica tra chi dice certe cose e alla fine si sente autorizzato a dirle e chi invece non appartiene a quel gruppo e le cose le vuole dire lo stesso. E' una questione che si complica un po' quando il medium non è più la voce (unplugged), ma si passa alle armi di distrazione di massa: giornali, radio, tv ecc.
Da quando quelli che fanno i blog si credono di essere loro i media "we the media", i media col timbro fanno i risentiti e dicono che non vale, che i bloggherz non sono autorevoli, che wikipidia è piena di errori (ma meno di altre enciclopedie) e così via. Di ciò hanno parlato tutti i bloggherz che contano, quelli che meno e anche i giournalists, dai zambardins (respect) ai severgnins (less r.).
Questo post è chiaramente poco autorevole, non sa nemmeno le basic rules e quindi vorrebbe quasi darsi la zappa sui piedi. Questione di captology.
Ma ti succede che Fox News (they media) ti faccia questo giochino e allora noi ci si sale sopra.
C'era una volta un deputato repubblicano (GOP) tale Foley, che per cose che nella vita accadono si ritrova in una brutta storia di ragazzini, molto imbarazzante per chi si "batte per i valori sani". Bene, per l'autorevole tv (di parte, ma autorevole) il deputato cambia partito e diventa democratico.
Niente male il sottile escamotage, altro che il panino nostrano.
Ma in fondo è una svista, anzi uno scherzo. E la casa bianca è posto avvezzo all'ironia, anche pesante. Guardatevi Stephen Colbert che tiene un discorso ufficiale (inammissibile ovunque altrove e sicuramente ben pagato) alla cena per la stampa accreditata e che a proposito di FoxNews dice che: "gives you always both sides of the story, the president side and the vice-president side". (min. 9,40)
Di Colbert cercate anche il video su FoxNews e i matrimoni con i serpenti, che da alcune parti è già stato cancellato per violazione dei diritti. Della tv penso o forse dei serpenti?

ottobre 03, 2006

Bzaarcamp. Far finta di esserci stati

A Milano, sabato 30 settembre, c'è stato Bzaarcamp. Una discussione, un forum, un bazar collaborativo, uno scambio di idee. Con delle regole, quelle di BarCamp.
Una cosa interessante, pare. Pare perchè io ero altrove e altrimenti affaccendato. Ma non solo "pare" lo è stato perchè un poco ci sono stato. E questo è ancora più interessante.
Lunedì erano già disponibili le registrazioni degli interventi in mp3, da ascoltare magari in movimento. E poi anche le presentazioni. A questo punto non in movimento, ma seduto e comodo mi sono seguito un paio di interventi come se fossi lì. Quello di Kurai su "capitale sociale (Putnam) e internet", quello di Antonio Sofi su gli squillini, un paragone tra la carta e la rete. Infine quello complicato, ma molto interessante fatto da NDA su delicious (solo audio).
Una valanga di link, anche i video e le foto su Flickr.
Invidia.

settembre 28, 2006

Ricordi di finesecolo (scorso)



E' stato il compleanno di Google. Sono passati solo/già otto anni.
Lo sapevo. Lo avevo letto. Ma avevo rimosso.

Poi stasera John Battelle ha detto che ora se ne fa un'idea. Perche anche sua figlia ha otto anni.

E' vero: anche Tom ha otto anni. I figli offrono una buona prospettiva temporale, anche se faticosa a volte per chi non vede più bene così lontano.

settembre 26, 2006

Caro collega

A Napoli c'è un certo disagio per alcune polemiche relative al destino presente della città e dei suoi abitanti. La cosa viene vissuta da tutti a cavallo tra i media e l'esperienza reale. Del tipo: "Ho visto al tg quello che hanno ferito sotto casa". Una buona occasione per segnalare un meritevole blog che da anni tiene gli occhi aperti e documenta: Napolionline. E una buona occasione per diventare noi i media.
Nel frattempo un'sindaco (vuole essere chiamata così, ma siccome è donna allora ci metto l'apostrofo) continua a dire che la città non va denigrata, che è altro, che è altrove...
Stamattina una signora un po' esasperata, con l'aria da professoressa universitaria si sfogava con il mio amico editore-libraio sul fatto che tutti parlano delle responsabilità della camorra, ma nessuno parla di quelle delle classi dirigenti, che forse è meglio definirle dominanti. Il libraio-editore abbozzava, lui si che li conosce i professori. E chiuderei qui per carità di patria.
Se non fosse che ieri sera a "Striscia la notizia"(filmato) viene incastrato un neurologo, un docente che dovrei chiamare collega, che fa una finta visita con certificato per 50 euro. I soli 50 euro spiegano la totale normalità e banalità del fatto. E ci volevano i comici per dirlo a chiare lettere.
Per fortuna Trombetti, il rettore, ha detto quello che in molti abbiamo pensato e che più spesso dovremmo pensare: «Mi vergogno, non ho parole. La risposta sarà di fermezza assoluta».

Cosa cerca chi e da dove

Le ragnatele rendono pesante l'incedere. Le pulizie di pasqua sono lontane. Per fortuna c'è fzzzzzzz che mi fa domande.
Si tratta di questo: Repubblica (.it) ha questo articolozzo su certe meraviglie di Google, che riesce a dirci quali sono le "parole chiave più cercate nelle varie città italiane". Interessante, se non fosse che la notizia, nella scia di una pluriennale tradizione della testata, viene data come calata dal cielo, anzi di seconda mano, si cita un giornale spagnolo, ma un link, un riferimento una qualsiasi di quelle cose che fanno di internet una cosa diversa dal telefonino, dal giornalino... No, sarebbe chiedere troppo.
La principale caratteristica del nuovo web, la forza dei motori di ricerca sta nel fatto che ci danno risposte e che nello stesso tempo imparano dalle nostre domande. Sapere cosa chiedono le persone è conoscenza di livello superiore al saper dare le risposte. Google ci restituisce in forma aggregata una parte dell'enorme patrimonio che noi gli procuriamo usandolo. All'inizio fu Zeit Geist. Lo spirito del tempo. Le parole più cercate danno il polso della situazione, sono le cose desiderate. Google zeitgeist è un indicatore di quello che dal 2001 passa nella testa dei nostri compagni di pianeta, dall'Argentina al Vietnam. E a luglio nella testa degli italiani passavano ovviamente il mondiale, Cannavaro e Zidane, ma anche sorprendentemente i traslochi a Trento. Tanto per ricordarci che non bisogna poi fidarsi troppo. Nel frattempo in Usa la parola di luglio è "whale tail". Nel senso poco oceanografico spiegato da Wikipedia e illustrato da questo video di Current, la tv di Google.
Ma quello di cui si parlava sul giornale cartaceo messo in rete è Google trends. Ovvero un passo in più, la possibilità di vedere come si evolva la popolarità di una chiave di ricerca nel tempo; come i picchi corrispondano o meno agli eventi salienti e agli articoli sulla stampa. E oltre alla distribuzione nel tempo è possibile avere la localizzazione delle ricerche per città, per paese e per lingue. Infine se si inseriscono due termini, abbiamo il confronto. Così è possibile lanciarsi in sfide sportive e filosofiche, Valentino Rossi contro Capirossi, Maradona è megl' e' Pelè (ma Pelè soffre per la lettera accentata), provate Cannavaro, inverno o estate, vita o morte, pari o dispari, uomo o macchina. E via così.
A proposito se cercando tra i risultati per città vedete spesso comparire Pomezia, sappiate che lì si trova un "Internet Data Center di I.T. Telecom".
Fine del primo post a richiesta e con dedica alla fascia di ascolto.

settembre 06, 2006

Gli archivi secondo G.

Bentrovati. Sono qui. Tutto bene?

Mentre noi popolo pollastro eravamo a polleggiare le chiappe al mare (o altrove) il Goolem se ne inventava delle sue. Mi riferisco alle notizie lugliesche e agostane di web applications per scrivere e far di conto messe in rete da google. E di ciò si è letto abbastanza (se no, allora occorre ripassare).
Oggi ne arriva fresca un'altra. Gli archivi.
Nel senso che è possibile fare ricerche specifiche negli archivi. On-line ovviamente e per ora essenzialmente quelli dei grandi giornali americani. Una specie di Google topo di biblioteca, sorcio di archivio, insomma quel tipo di personaggio che riesce sempre a sapere dove e quando qualcuno o qualcosa è successo, ha detto, ha fatto.
Si tratta di una modalità di ricerca di google News. Una sorta di uovo di colombo, di banalità per un motore di ricerca. E proprio per questo allora degno di nota.
L'unico problema e che, come già da tempo accade, le cose che si possono fare con G. sono talmente tante che è facile dimenticarsene. Ci vorrebbe allora una home di G. capace di ricordarcele tutte? Si ma non sarebbe più G.
A presto.
La foto mostra l'interno di un archivio librario praghese di un'epoca precedente.

luglio 04, 2006

La fortuna di avere presidenti improbabili

E' vero che alla lunga stufano e poi ci si vergogna con gli stranieri (e che poi tocca sudare sangue per una vita a ripagare i danni e i debiti). Ma volete mettere che bella botta di buonumore ad avere dei presidenti cogliormoni e satira-ready? Vi ricordate che belle risate con lo smemorato di Cologno?
Guardate che fortunati gli americani che hanno ancora il loro!



Le morali di questo post sono due:
1) Più che la realtà potè il remix;
2) Internet è megl' e Pelè
ovvero, massimo della snobbitudine scaramantica, io sto qui a strappolare "mentre i nostri azzurri stanno per scendendo in gambo contro la combaggine teutonika".

giugno 15, 2006

Cose serie e cose tragiche

Osservare con cura questo esercizio di schermo da tavolo (tabletop), interfaccia gestuale (gesture touchscreen(?)), comandi vocali (speech recognition) capace di distinguere diversi utenti (multiuser). Guardate, sognate e sperate di poterci giocare anche voi.





Nella stessa collocazione spaziale e temporale (qui e ora) in cui vedevo questi due ragazzi divertirsi, qualcuno mi ha chiesto come fare per riprodurre in fretta un database su 500 cd da portare al convegno mondiale di sociologia.
Cinquecento cd. Da portare in aereo. Magari ne bastano meno, ma se poi ne manca uno facciamo brutta figura.
Al convegno mondiale di sociologia. Brutta figura.
Quanto peseranno 500 cd ognuno confezionato con la sua bella scatolina trasparente? Quanto si pagherà di trasporto in aereo taxi e smadonnamenti per portare al massimo 700 megabyte per 500 volte? E quanto pesano 700 megabyte?
Se poi gli chiedono se da noi in Italia è arrivata internet, cosa gli dicono?
Telefono in Italia alla mia segretaria, che si informi e mi faccio mandare un fax con la risposta al più presto? Poi la fotocopia gliela mando tramite un amico che so che verrà dalle sue parti a settembre? D'accordo?

Nel frattempo tutti parlano di internazionalizzazione dell'università italiana... e se leggete cose un po' radicali come quelle di Luigi Guiso, non meravigliatevi. E siccome conosco il mio paese, non meravigliatevi se poi metteranno in pensione anticipata me prima del collega che vuole trasportare i megabyte coi facchini.
Intanto vi ho rifilato il mio primo post con la tv a colori. Scusate se è poco e scusassero quelli che vanno a 56K.